IN SARDEGNA

(Agosto 2004)

 

Il viaggio in Sardegna inizia da Bosa, sulla costa occidentale dell’isola. Un tour per la cittadina, un buon caffè e l’immancabile salita al Castello Malaspina per godere dello splendido panorama sul fiume Temo.  Lasciata Bosa ci dirigiamo verso sud, seguendo la costiera, alla volta di Santa Caterina di Pittinuri. Qui qualcuno prova a fare surf, con sullo sfondo s’Archittu, splendida roccia modellata dal vento. Ancora verso sud in direzione Oristano. Stanotte ci fermeremo a dormire a Torregrande, in un  campeggio comunale semplice ma ben attrezzato sulla strada principale, a due passi dalla spiaggia. Prezzi onesti, bagni puliti e.. i picchetti entrano con i piedi! Montata la tenda, la moto ci porta allo Stagno di Cabras  alla ricerca dei fenicotteri rosa. Forse a causa del vento, dei fenicotteri non c’è nemmeno l’ombra, ma il tramonto sullo stagno, tra le barche dei pescatori, è uno spettacolo da non perdere. Nelle vicinanze immancabile la visita della chiesa di San Giovanni in Sinis, la più antica dell’isola, e il villaggio di San Salvatore, costruito negli anni 50 come set cinematografico per gli “spaghetti western”. La serata si conclude ad Oristano, con una romantica passeggiata per le strade della città.

[e adesso sogna..]

 

Il giro che ci aspetta oggi è abbastanza impegnativo.. i chilometri sono tanti per cui.. in marcia! Da Torregrande ci si dirige verso sud per la S.S. 131 fino all’ uscita per Marrubiu, si prosegue sulla S.P. 126 attraversando Guspini, poi Arbus, Fluminimaggiore e Iglesias, giungendo così a PortoVesme. Da qui con un traghetto (2 persone più moto a 10,05 euro) raggiungiamo Carloforte, l’isola dei Genovesi. In moto fino alla “Punta” dell’isola, e poi dalla parte opposta a vedere le Colonne, due massi alti e stretti che emergono coreograficamente dalle acque a pochi metri dalla costa. Girovagando per la strada costiera guardandoci intorno con occhi curiosi ci imbattiamo in un meraviglioso scorcio bucolico ma nonostante la meraviglia di quel paesaggio proseguiamo oltre. Un altro traghetto (2 persone più moto a 8,75 euro) ci porta a Calasetta, che non visitiamo perché ormai si sta facendo tardi e ci aspetta la Costa Verde, il piccolo deserto sardo. Ci si arriva percorrendo una lunga strada tortuosa in un paesaggio surreale di vecchie miniere, edifici fatiscenti e abbandonati.. e poi un lungo sterrato che sembra non finire mai! Le dune ci sono, ma chi il deserto lo conosce sa che è tutta un’altra cosa. Aspettiamo il tramonto, e con il sedere ancora bagnato dopo il bagno in quel bellissimo mare risaliamo in moto e ripercorriamo al buio quella strana strada. Torniamo al campeggio a notte inoltrata, dopo una sosta ad Arbus per una festa di paese.. c’è il concerto degli Istentales.. se vi capita di vederli in giro per la Sardegna provate ad ascoltarli.. non ve ne pentirete!

[e adesso sogna..]

 

Sveglia, smontiamo la tenda.. e si va! La meta di oggi è la Giara di Gesturi, con tappa a Barumini. Da Oristano prendiamo la SS131 in direzione sud e usciamo a Mògoro. Proseguiamo verso Barumini e lungo il percorso, girovagando qua e là come succede quando le indicazioni stradali lasciano un po' a desiderare e la tua cartina è grande mezzo fazzoletto, abbiamo trovato a Sini un meraviglioso ulivo millenario. Attraversati poi Gonnosnò e Tuili, prima di incontrare Barumini troviamo su Nuraxi:  Grande..è davvero grande, e credo avrebbe meritato una sosta ma fa troppo caldo e abbiamo poco tempo a disposizione. Sarà per la prossima volta! Di nuovo in sella proseguiamo verso Gesturi. Poco prima di entrare in paese svoltiamo a sinistra e cominciamo a salire verso l'altopiano della Giara. Dopo una prima delusione, 3 euro di ingresso ma dei cavallini nemmeno l'ombra, proprio quando stavamo andando via li vediamo in lontananza. Li avviciniamo quasi a toccarli.. un'emozione indescrivibile! Scendiamo diretti fino a Cagliari passando per Mandas e proseguendo sulla SS128. Una volta raggiunto Monastir ci ricolleghiamo alla SS131 verso Cagliari, cercando poi un campeggio sulla costa sud-orientale che ci permetta di passare la prima sera a Cagliari e la seconda a Villasimius. Percorriamo una splendida strada costiera: mare, spiagge e curve, ma di campeggi nemmeno l'ombra! A Capitana un campeggio mediocre ci chiede uno sproposito di soldi e.. andiamo avanti! Cagliari si allontana alle nostre spalle e sarà impossibile tornarci per la serata! siamo quasi a Villasimius quando troviamo un campeggio bellissimo, con mille servizi e direttamente sul mare. montiamo le tenda e facciamo la spesa: stasera grigliata!

[e adesso sogna..]

 

Oggi ci si sveglia tardi (una volta tanto..in fondo siamo o no in vacanza?!) e ce ne andiamo a spasso per Cagliari senza una meta ben precisa, giusto per girare un pochetto! Una passeggiata al Bastione di San Remy e quattro passi nella città vecchia. Poi un aperitivo con Patrick (il migliore amico dell'ancoretta), pranzo in Piazza Jenne e subito dopo uno dei gelati più buoni del mondo! Nel pomeriggio si riparte.. la tappa allo stagno di Quartu ci permette di incontrare da vicino fenicotteri, poi a Quartucciu un gentilissimo motociclista a cui chiediamo indicazioni ci accompagna fino ad un bivio.. da qui non possiamo più perderci! Lungo la strada costiera ritornando al campeggio ci fermiamo in una delle tante spiaggette a riposarci un po', mentre la serata si trascorre a Villasimius.. un po' troppo piena di milanesi per i miei gusti.. il classico posto di villeggiatura che di sardo purtroppo non ha più nulla.

[e adesso sogna..]

 

Partiti di buon'ora dal campeggio di Villasimius ci dirigiamo a nord verso Costa Rei, su una strada panoramica particolarmente panoramica, passando per la spiaggia di Castiadas.. che se in italiano vuol dire "vedute" un motivo ci sarà! Superata Costa Rei raggiungiamo Capoferrato: la prima spiaggia è poco convincente quindi.. andiamo oltre. Una strada sterrata ci porta a un'altra spiaggia, molto più bella della precedente: mare, sabbia grigia di roccia vulcanica.. peccato per il vento e per la famigliola maleducatissima al nostro fianco. Risaliamo in moto e cerchiamo di raggiungere Muravera per sterrati.. giriamo a naso, passando per lo Stagno di Feraxi e lo Stagno dei Colustrai. Praticamente senza accorgerci, dopo uno sterrato non cattivo ma cattivissimo, con derapate che hanno fatto felice la morosa, ritroviamo la strada asfaltata per Muravera, dove ci fermiamo in un bar a bere litri e litri d'acqua prima di iniziare il viaggio alla ricerca dei menhir di Goni. Da Muravera prendiamo la SS387 che costeggiando il fiume Flumendosa ci porta, curva dopo curva, verso l'interno dell'isola. Superiamo Ballao, Silius, e sbagliando strada raggiungiamo Sant'Andrea Frius. Ci ritroviamo completamente avvolti dalla natura, in un paesaggio suggestivo di colline stranamente verdeggianti. Finalmente raggiungiamo Goni, dove la sosta a Pranu Muttedu per vedere i menhir sardi è doverosa. La giornata non è ancora finita.. Gente del posto ci indica una strada che ci porterà verso Escalaplano: la strada non è indicata sulle cartine in quanto non ancora omologata: mancano la segnaletica e i guardrail, ma è asfaltata e con un po' di attenzione facilmente percorribile. Giusto il tempo raggiungere Osini, o meglio, il vecchio paese ormai abbandonato per il rischio di frane. Torniamo indietro passando ancora per Jerzu: attenzione.. i divieti d'accesso sono appesi nei posti più impensabili.. state all'occhio! Proseguiamo attraversando Barisardo e Tortolì per raggiungere Arbatax, dove troviamo un bel campeggio sul mare. Montiamo la tenda.. una pizza e poi a nannna.

[e adesso sogna..]

 

Oggi gran tour, tante aspettative ed enorme curiosità! Una colazione fantastica al bar del campeggio, sulla terrazza fronte mare, è quello che ci vuole per ben iniziare. Accesa l'Africa ci dirigiamo verso nord passando sulla statale 125, sosta a Santa Maria Navarrese e poi su fino a Genna Silana, qui tre maialini la fanno da padrone in mezzo alla strada, un po' di curiosità, due foto(una è quella del nostro logo) e un panino al crudo veramente speciale. Proseguiamo il nostro tour verso nord.. la prossima meta è qui in zona.. vogliamo vedere il canyon sardo "gola su Gorroppu". Poco più avanti, al compimento dei 70000 km dell' Africa, troviamo un'indicazione sul ciglio sinistro della statale indicante un agriturismo.. imbocchiamo una strada che dopo poco diventa sterrata..  scompaiono le indicazioni.. l'africa continua a toccare il paracolpi al suolo, la strada diventa sempre più dura e così.. niente gole. Ci abbiamo provato, in due la povera Africa soffriva troppo e sembra che ci sia bisogno anche del pass delle forestali (ovviamente non ce l'abbiamo).. La giornata deve continuare e così raggiungiamo Cala Gonone per visitare la Grotta del Bue Marino (ossia la foca monaca).. una meraviglia! Decidiamo di saltare la visita a Cala Luna (troppo affollata in Agosto, e praticamente un porto di barche di milanesi e romani), in marcia nuovamente prima verso nord passiamo per Dorgali e poi verso ovest direzione Oliena.. prima di San Giovanni sulla sinistra una stradina porta ad un parco bellissimo e fresco, qui all'interno c'è su Gologone: la sorgente del Cedrino.  In una spaccatura nella roccia un 'acqua dalla trasparenza mai vista è la ragione di questa sosta. Il viaggio continua verso la grotta di sa Oche, opinioni assolutamente contrastanti sulle modalità di raggiungere questo luogo e sulla difficoltà del percorso ci hanno spinto a vedere con i nostri occhi di cosa si trattasse: una strada bianca di circa 7 Km che con una enduro non è una tragedia. Seguiamo i cartelli, la strada corre lungo una valle via via più stretta.. sembra di essere da soli lontano dal mondo. Raggiungiamo uno spiazzo, scendiamo dalla moto e il nulla.. dopo un giro di perlustrazione troviamo un sentiero che ci porta alla grotta. Ci addentriamo nella prima sala.. non abbiamo con noi le torce e sta scendendo la sera.. per noi il giro finisce qui.. Giriamo la moto e via sulla sterrata quando vedo qualche cosa attraversarmi davanti.. non capisco.. poi tra gli alberi scorgo il sedere di un animale.. i forestali, incontrati poco dopo, ci confermano che era un muflone. Raggiungiamo  Genna Sillana ormai a sera inoltrata, e proseguiamo verso il campeggio.. evitando un frontale con una mucca che passeggiava sulla strada.. ovviamente senza  fari accesi.

[e adesso sogna..]

 

Partiti dal campeggio all'alba delle 10.45 dopo aver fatto il bagno al mare, colazione al bar sulla terrazza e caricato la moto, ci dirigiamo verso Tortolì e poi in direzione Lanusei. Sbagliamo forse strada ma poi troviamo le indicazioni per Nuoro e arrivare a Mamoiada è un attimo. Cerchiamo il Museo delle Maschere Mediterranee, ma le indicazioni non sono proprio chiarissime e così ci ritroviamo a chiedere informazioni.. per poi scoprire che il museo è dall'altro lato della strada! Entriamo nel museo, la guida ci dice che è tardi e non possiamo entrare. ma come? sono le 12.35 e il museo chiude alle 13.00!! Non abbiamo tempo di aspettare la riapertura pomeridiana, e con non poca rabbia proseguiamo alla volta di Orgosolo, il paese dei murales. Un giro tra le stradine della città.. e un pranzo a base di ravioli e grigliata di carne, il tutto bagnato da un buon vino locale. Risaliamo in sella alla volta di Bosa, dove passo la notte in campeggio mentre l'ancoretta si prepara a ritornare a Milano.

[e adesso sogna..]

 

Scaricata l'ancoretta continuo il mio viaggio da solo.. un po' più leggero ma un po' più triste. Da Bosa percorro la strada litoranea che mi porta ad Alghero: un buon asfalto e bellissime curve che celano paesaggi da sogno. Unica nota dolente i guardrail, a mio parere un po' inadeguati per i ripidi strapiombi sulla scogliera. Passeggio per il centro di questa cittadina sarda ma non troppo, viste le influenze della dominazione catalana. Mangio un panino da Mac per poi dirigermi verso Sassari. Un giro nel centro, un giro al Duomo e poi via verso Castelsardo, dove un ostello mi ospiterà per la notte.

[e adesso sogna..]

 

Sveglia presto in ostello per raggiungere i miei amici Franco e Paola a San Teodoro. la strada non è così semplice come avevo pensato: da Castelsardo ritorno indietro verso Sassari, raggiunta Maritza abbandono la costiera in direzione di Osilo. Proseguo passando per Nulvi e Martis dove visito la foresta pietrificata, poi via alla volta di Ozieri, Oschiri, e poi attratto dalle montagne prendo la strada per Pattada. Uno sterrato mi porta al lago Lerna.. tempo di due foto e riprendo la SS389 per Buddusò, dove trovo un altopiano di antichi sughereti. Mi lascio alle spalle Alà dei Sardi, raggiungo Padru e comincio a scendere verso il mare. Raggiungo San Teodoro e poi Porto Ottiolu dove mi aspettano gli amici per un tuffo. Mangiatina, e un pomeriggio di relax nella spiaggia di Budoni. A seguire, dopo un tuffo al tramonto, cena al ristorante sulla spiaggia e immancabile gita notturna a San Teodoro. Franco e Paola mi ospitano a casa loro per la notte. Il giorno dopo si riparte in direzione Costa Smeralda: tappe a Porto Cervo, Capo Ferro, Baia Sardinia, Capo Orso e Palau. Questa è la zona più "commerciale" dell'isola.. quella dei locali alla moda e delle barche di lusso.. di chi vede il turismo come una settimana chiuso nel recinto di un villaggio vacanze. Direi che il posto non fa per me. Mi fermo anche a Santa Teresa di Gallura, dove visito la Torre, poi Capo Testa, e rientro verso Castelsardo. Lungo la strada una piccola deviazione mi porta a vedere l'Elefante, una roccia modellata dal vento, e le sue Domus de Janas.

[e adesso sogna..]

 

Oggi parte il tour-raid motociclistico: tante curve e un po' di sterrato verso Tempio Pausania. Da Castelsardo raggiungo Badessi  e prendo una strada che si inerpica violentemente verso Viddalba, qui svolto per la SS352 e dopo poco scorgo alla mia destra il cartello per San Gavino (una chiesa con punto panoramico). Seguendo le indicazioni salgo verso L'Avru ..percorro qualche chilometro e mi ritrovo sul cucuzzolo di una montagna (punta Salici). Lo sterrato non è difficile, ma la vista è spettacolare: sono circondato dai generatori eolici.. quei grandi mulini che sfruttano il vento per produrre energia elettrica. Sento il rumore delle pale che girando fendono l'aria.. e anche a me un po' "girano le pale" per essere qui da solo.. ma questa è un'altra storia! Giro per questi sterrati attorno al crinale della montagna, ma mi trovo sempre davanti dei cancelli metallici con divieto d'accesso. La chiesa di San Gavino, da cui partiva lo sterrato per Tempio,  non l'ho trovata.. così decido di tornare sui miei passi e da Viddalba prendo una stradina che passando da Giuncana e Figaruia giunge a Tempio Pausania. Giretto a Tempio fino alla fonte.. nulla di che, ma l'acqua è veramente fredda! Un passaggio per il centro storico, un panino e poi via in moto verso il Nuraghe Majori. Da qui passo per la Valle della Luna, e vado alla ricerca del Nuraghe Izzana.. tra sterrati e indicazioni, finalmente trovo un cancello davanti al quale parcheggio la moto e proseguo a piedi per qualche km. Il tempo peggiora.. vedo da lontano il nuraghe ma per evitare di ritrovarmi da solo in mezzo alla campagna sotto un temporale estivo decido di tornare indietro. Ripresa la moto ripercorro gli sterrati e attraversando sotto la pioggia Trinità d'Agultu raggiungo l'Isola Rossa per poi tornare all'ostello di Castelsardo.

[e adesso sogna..]

 

Ormai è giunto il giorno di partire.. mi rimangono poche ore in terra sarda pertanto da Castelsardo mi dirigo verso Porto Torres e proseguo la strada verso le Grotte di Nettuno. Dopodiché, passando per il lago di Baratz raggiungo Stintino e la spiaggia della Pelosa. Il posto è stupendo, ma c'è veramente troppa gente; tornando indietro scorgo le indicazione per la spiaggia Coscia di Donna.. l'invito è troppo allettante per farmelo sfuggire! E sorpresa delle sorprese.. sterrato! Passo quattro ore tranquille in questa spiaggia di piccoli sassi, fortunatamente per nulla affollata. Ritorno a Porto Torres, e mi imbarco sulla nave delle 20.30 per Genova.

[e adesso sogna..]

 

da Bosa

a Oristano

San Pietro, Sant'Antioco

e la Costa Verde

Da Oristano

a Villasimius

passando per la

Giara di Gesturi

Cagliari

e dintorni

da Villasimius

ad Arbatax

passando per Goni

Genna Silana

le Grotte del Bue Marino

su Gologone

e sa Oche

da Arbatax a Bosa

passando per

Mamoiada e Orgosolo

 

da Bosa

 a Castelsardo

da Castelsardo

a San Teodoro

e ritorno

da Castelsardo

a Tempio Pausania

e ritorno

verso casa