AL GALIBIER CON I MOTOTURISTI

 (17 Luglio 2005)

 

Una grande giornata ci aspetta: il meteo promette caldo ma anche un cielo stupendo e senza nuvole. Alle 8.00 Maryan ed io partiamo. Prendiamo la A4 in direzione Torino, e subito dopo l’uscita Novara Nord ci fermiamo all’autogrill ad aspettare M@x, Laura ed Ennio, i nostri primi compagni di viaggio. C’è tempo giusto per un saluto e per il pieno, e siamo già in sella a macinare km verso Susa, dove ci aspetta il resto del gruppo. L’autostrada, è risaputo, non è il nostro modo preferito di viaggiare, ma visti i tempi e le distanze, oggi è inevitabile. Superata Torino con i soliti problemi al casello (telepass e moto non vanno ancora abbastanza d’accordo!) ci dirigiamo verso il Frejus abbandonando presto l’autostrada: almeno l’ultimo pezzo ce lo concediamo in statale!

Il ritrovo a Susa è da subito piacevolissimo.. volti conosciuti e facce nuove ci aspettano davanti al solito bar: roby.ruz che ci viene incontro a braccia aperte, il gatto e la volpe, il nuovo acquisto rox con la sua bandit e nonnorichi, piacevolissima sorpresa. Posteggiate davanti al bar le nostre moto, in totale sette, che accompagneranno su per le montagne dieci amanti del turismo e dei tratti alpini. Niente sterrato oggi.. ma roby sembra avere in serbo un giro incantevole. 

In un attimo siamo tutti sulla statale del Moncenisio ad arrampicarci lungo i tornanti che ci porteranno al lago. La pace e la tranquillità dell’alta montagna, però, rimangono un sogno: raggiunto il colle troviamo con nostra grande sorpresa una gara podistica, con annesse bancarelle, tende e camper di ogni genere, macchine a volontà e pullman tutti lì in bella mostra a lato strada ad ostruire il passaggio. Decidiamo di allontanarci dalla bolgia e fermarci nell’ultimo tratto del Lago per la foto di rito, rigorosamente con l’autoscatto.  

La discesa dal colle in terra francese è entusiasmante.. l’asfalto in condizioni quasi ottime..il traffico pressoché inesistente (qualcuno poi mi spiegherà perché il versante italiano sembra l’autostrada durante l’esodo estivo mentre su quello francese sembra di essere gli unici sfigati in giro durante il pranzo di natale..) ed il paesaggio stupendo rendono il tragitto verso il Forte Vittorio Emanuele estremamente bello e rilassante. Ti appare all’improvviso tra gli alberi, dietro una curva, maestosamente abbarbicato su un colle. Sarebbe bello arrivarci a piedi, ma il sole di mezzogiorno e il nostro abbigliamento non proprio consono alle camminate ci suggeriscono l’ipotesi più intelligente: salirci in moto. Il Forte è ancora in buono stato di conservazione e mentre passeggiamo tra ruderi che poi proprio ruderi non sono, la voglia di ficcare il naso la fa da padrona.. e curiosiamo qua e là dietro ad antiche porte, cercando di ricostruire le giornate di chi questi luoghi li ha vissuti davvero. 

La visita al Forte non fa altro che aumentare la fame, ed essendo ormai ora di pranzo andiamo tutti a Modane al ristorante Turco Antalya: poca spesa e massima resa per un piatto abbondante di squisito Kebab e patatine che fa la felicità anche dei più scettici.. o quasi! tempo di un caffè con annesso cioccolatino (grazie nonnorichi!) e via a sederci sulle nostre selle, infuocate dopo una buona oretta di sosta sotto il sole. Se fa caldo qui, non voglio pensare a come sarà il clima a Milano.. Nonnorichi ci saluta e parte per altri lidi mentre noi abbiamo ancora tanta strada da fare! 

Passiamo un casello dove, incredibile a dirsi, c’è una corsia apposta per le moto che.. NON pagano!! I francesi si sa, su certe cose sono davvero avanti. La salita al Col du Telegraph è tutta colorata.. è passato da poco il Tour de France e sull’asfalto le scritte ci incitano a continuare verso ValLoire. Con un ritmo cadenzato e costante percorriamo questa strada dalle curve sinuose e ben raccordate tra loro: la visibilità è buona, ed è in questi momenti che il puro turismo lascia un po’ di spazio alla guida più energica.. così tra una curva, una curva ed un’altra ancora raggiungiamo i 2645m del Galibier insieme ad un gran numero di impavidi e tenaci ciclisti, che hanno raggiunto la vetta su due ruote come noi.. ma senza motore! Complimenti davvero.  La vista da qui spazia nel vero senso della parola.. L’ambiente che ci circonda regala forti sensazioni.. le montagne hanno un fascino tutto loro, sono le montagne della guerra, e anche a guardarle oggi, dopo decenni, la loro storia aleggia nell’aria. Ma è tempo di proseguire il nostro giro.. il Gatto e la Volpe tornano stanchi verso casa mentre noi, abbandonato il Galibier, ci dirigiamo verso Briancon: tempo di fare il peno e sgranchirci un poco e riprendiamo il tour verso casa dopo aver assistito a un tamponamento tra moto, fortunatamente senza gravi conseguenze, che ha rallentato il nostro andare. Il Monginevro ci accoglie con un  traffico estenuante grazie a una coppia di semafori che delimita un’area di lavori in corso: questo e il Frejus chiuso.. c’è tutto il Piemonte in coda!!! 

Giungiamo a Susa alle 19.00.. Tempo di salutare il grande organizzatore Roby.ruz e poi accompagnati fino a Torino da Rox e fino a Novara da M@x  e Laura si ritorna a casa per statali. La stanchezza è tanta ma una vaschetta da 750 gr di gelato riesce a ritemprarci almeno un po’. Raggiungo il box e guardo il contachilometri, che ne segna oltre 600 in più rispetto a stamattina..

Flipper e Maryan

 

 

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